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Studiare con metodo Gli esami sono alle porte: come trasmettere in poco tempo ai ragazzi un buon metodo

Studiare con metodo Gli esami sono alle porte: com...
22 maggio -

Gli studenti di oggi? Non hanno la percezione del tempo, non sanno aspettare e dilazionare, vivono in un perenne presente. E questo si riflette anche sull’incapacità di organizzarsi, mettere ordine nella propria giornata e nello studio. Ne è convinto lo psichiatra e psicoterapeuta Matteo Rampin, tanto da aver dato alle stampe, con Salani, Come imparare a studiare, un vademecum ricco di consigli per ragazzi delle medie e delle superiori e per i loro genitori. 

Che bisogno c’è di un saggio che insegni il metodo di studio? Non viene più insegnato a scuola? 
Molti insegnanti propongono metodi di studio, ma i ragazzi sono meno motivati e non li seguono. E la motivazione spesso scarseggia perché si hanno troppe fonti di distrazione, tutte a portata di mano, che non lasciano nemmeno il tempo di percepire il bisogno, il desiderio, la mancanza di qualcosa. E senza desiderio non c’è motivazione.

Come motivare, allora, un ragazzino che vede le materie di studio così distanti dai suoi interessi? 
Non tutto può piacere, non si vive sempre dentro un luna park. Si deve insegnare che il dovere prescinde da ciò che si ama fare. La scuola serve anche a far capire che ci sono attività che vanno fatte a prescindere dalla gratificazione. È un discorso difficile, ma l’unico, se vogliamo formare persone mature. 

Lei scrive: “il metodo ha a che fare con il viaggio”. In che senso? E con quali risultati? 
Immaginate di esservi persi in un deserto e dovervela cavare da soli. L’idea migliore non è girovagare a caso, ma stabilire una rotta orientandosi con il sole, le stelle, una mappa. La differenza tra il viandante accorto e quello inesperto è che il primo sa esattamente la sua meta e studia come raggiungerla, usa una strategia. Rendere meno casuale il viaggio è lo scopo principale del metodo. Ed è una buona mossa. Perché se il viandante non decide i propri passi qualcun altro lo farà al posto suo. Seguire un metodo rende più liberi. E, anche nel caso dello studio, fa risparmiare fatica e aumenta le probabilità di successo. Non solo: studiando con metodo si costruiscono risorse utili per la vita: la capacità di agire sistematicamente, pensare in modo strategico.

Veniamo al metodo. Può riassumerci qualche consiglio? 
Per dare una struttura al nostro studio bisogna stabilire, prima di iniziare, che cosa conviene fare, quando e come. La scelta migliore è fare una cosa alla volta: il multitasking è un mito. Fare tante cose contemporaneamente, per esempio studiare tenendo d’occhio il cellulare o il pc, significa farle tutte male. È utile imparare quale sia la propria resistenza: di solito l’attenzione rimane alta per non più di quarantacinque minuti. Organizzate tutto, dal materiale che servirà alla scansione del tempo, con sessioni di lavoro più complesse, alternate a sessioni più semplici. E ancora: capire quali sono i concetti più importanti, provare a ripeterli e accorgersi che sono il riassunto del testo; cercare analogie con altre materie e provare a ripetere come se si stesse spiegando a qualcuno un argomento che gli è del tutto nuovo. Perché il miglior modo per imparare qualcosa è insegnarla. 

Ecco, in pillole, i consigli di Matteo Rampin: da stampare e far leggere ai tuo figli

1. Crea una strategia di studio: devi aver chiaro l'obiettivo e il percorso per arrivarci. Apri il diario, fatti un programma e prepara il materiale che ti serve;
2. Prova a chiarirti qual è il motivo per cui studi;
3. Evita ogni occasione di distrazione: bando a musica e apparecchi elettronici. Mettili in una scatola da cui li prenderai alla fine della giornata di studio;
4. Fai un piano delle fasi di studio, alternando sessioni scritte a quelle orali, argomenti più semplici a più complessi;
5. Individua i momenti della giornata in cui rendi di più e concentrati su quelli sfruttandoli al meglio. Ti riposerai negli altri;
6. Alterna momenti di studio a pause piacevoli: una sessione di concentrazione elevata dura in media 45 minuti;
7. Prova a metterti nei panni del prof e spiegare quello che hai imparato a qualcuno che non conosce la materia;
8. Ripeti ciò che hai appreso prima di andare a dormire e la mattina quando ti svegli.